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Quando i Figli se ne Vanno di Casa

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Area Familiare - Consulenza e Psicoterapia Familiare

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La Fase del Trampolino di Lancio

Andar via di casa

Quando i figli vanno via

La Dipendenza Psicologica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fase del Trampolino di Lancio

Uno dei compiti evolutivi più importanti ed impegnativi dei genitori è quello di accompagnare i figli durante la cosiddetta fase del "trampolino di lancio" (quando i figli se ne vanno di casa). Si tratta del momento, tanto atteso e tanto temuto, in cui i figli prendono il volo; la famiglia funziona come un vero e proprio trampolino di andar via di casa - Ragazza che si lancia dal trampolinolancio orientato verso il mondo. I figli si congedano dalle proprie famiglie d'origine per camminare sulle proprie gambe.

Anche se può sembrare un  mero processo organizzativo, che ha solo il fine di portare ad un riassetto logistico, in realtà è molto di più: dietro  al fenomeno si nascondono ansie e paure legate al difficile percorso verso l'autonomia dei figli e verso il restringimento della famiglia d'origine dei genitori e dei fratelli che rimangono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Andar via di casa

Per i figli, che siano ventenni, trentenni o più maturi ancora, la voglia di emancipazione e di indipendenza si mescola alle ansie legate alle scelte di vita: abbandonare il conosciuto per il nuovo... Imparare a fare affidamento solo su sè stessi... Spesso esistono sensi di colpa e sentimenti di tristezza nei confronti dei genitori, coloro che hanno dato tutto.... INCONDIZIONATAMENTE... ed ora saranno abbandonati!

Si tratta di un percorso difficile, ma sano, e soprattutto necessario perchè si possa raggiungere un pieno sviluppo della propria personalità adulta, passo fondamentale per l'evoluzione psicologica individuale.

 

 

 

 

 

 

 

Quando i figli vanno via

I genitori si trovano ad affrontare quel momento di cui probabilmente, in fondo al cuore, hanno sempre avuto consapevolezza: le loro"frecce" si metteranno in gioco! Tutto quello che hanno insegnato ai loro bambini ora darà i propri frutti. Ma d'altra parte potrebbero esserci sentimenti di tristezza, di maliconia, di paura di perdere una parte importante di sè...

Il rapporto con i loro figli è ad una svolta, cambierà la distanza che li separa, cambierà il modo di proteggerli.. Il timore che possnido vuotoa venire a mancare la persona che fino a quel momento ha riempito la vita è molto forte.. D'altra parte tutto il lavoro per renderli autonomi ed indipendenti, per far si che diventassero adulti sicuri e soddisfatti di sè è servito per questo importante, unico momento.

E' importante non sottovalutare che ci troviamo dinnanzi ad un duplice processo:  se da una parte i figli si troveranno ad affrontare nuove sfide, dall'altra i gentori si trovano a vivere una nuova ed impegnativa fase del ciclo vitale : quella dei genitori con figli adulti.

 

Per il raggiungimento del nuovo equilibrio è necessario un riassetto: la coppia genitoriale riacquista tutto il suo spazio e la sua importanza. Tuttavia in questo delicato momento, soprattutto nelle sue fasi iniziali, non sono infrequenti sentimenti di sconforto ed abbattimento, spesso descritti per semplicità come "Sindorme del nido vuoto": la casa silenziosa, la stanza del figlio vuota, i pasti più solitari... In alcuni casi il nido vuoto è vissuto come una vera e propria perdita, immaginato come un distacco più definitvo ed irreversibile di quello che in realtà sarà...

 

 

La Dipendenza Psicologica

In alcuni casi il processo di separazione non avviene, oppure si blocca prima di giungere a compimento.

 

Si tratta di tutte le situazioni in cui i figli, per comodità, per necessità o semplicemente per non far soffrire i propri genitori, decidono di non abbandonare il nido. Ma anche di tutti quei casi in cui, nonostante siano stati apparenemente raggiunti gli obbiettivi di svincolo ed autonomia, come lasciare il nido sicuroraggiungere l'indipendenza economica o sposarsi, figli e genitori sono ancora fortemente dipendenti a livello psicologico.

 

Sempre più spesso nella nostra società qualcosa si blocca e ci si ritrova attempati figli di famiglia, incastrati in rapporti tutt'altro che sani con genitori che a loro volta non haragazzo con il ciuccionno voglia di crescere, e che faticano a cogliere la sottile differenza tra possesso, necessario per dare un illusorio senso di sicurezza, e amore incondizionato, che non vuole niente in cambio e che continua ad esistere ben aldilà della prossimità fisica.

Ma sfortunatamente cio che non viene affronatto torna a galla!... Nonostante la vita possa andare avanti apparentemente tranquilla, quel che dovrebbe essere un filo sottile, discreto ed indissolubile, che lega genitori e figli per sempre, si trasforma in una rete di obblighi e abitudini anacronistiche che incastrano genitori e figli in uno sforzo condiviso, inutile e nocivo per mantenere in vita un passato non necessariamente migliore del futuro!

La relazione sana che dovrebbe esistere tra genitori e figli è descritta in modo ammirevole da Kahlil Gibran:

...I vostri figli non sono i vostri figli. Essi sono i figli e le figlie della smania della Vita per sè stessa. ...

Vengono attraverso di voi, ma non da voi, e benchè stiano con voi, tuttavia non vi appartengono.

arco e freccia ...Voi potete sforzarvi di essere come loro, ma non cercate di renderli simili a voi.....

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli vengono proiettati in avanti, come frecce viventi....

 

Nel caso in cui ci si senta incastrati in dinamiche scomode ma radicate, e si avverta la voglia di modificarle nonostante le difficoltà, può essere di aiuto rivolgersi ad un terapeuta familiare per una terapia individuale o che coinvolga più persone della stessa famiglia.

Dott.ssa Isabella Biondi

348.7860508

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